Eva Wymola

Eva Wymola

Eva Wymola

Nata a Praga, Eva Wymola si forma al Conservatorio e all’Accademia di Stato Janáček di Brno, in Cecoslovacchia, e continua gli studi alla Guildhall School of Music and Drama a Londra. Inizia la sua carriera all’Opera di Stato di Brno (opera, operetta, musical). Si esibisce nei capolavori sia del repertorio slavo, da Smetana e Dvořák a Janáček, sia di quello internazionale con la Carmen alla “Voix humaine“ di Francis Poulenc/Jean Cocteau (Juni-Festwochen Zurigo). Tournées in Cecoslovacchia, in Polonia e in Canada. Partecipa regolarmente al Festival Musica Nuova di Brno. Registrazioni radiofoniche e televisive. Canta con direttori come Václav Neumann e Vaclav Nosek.

Nel campo concertistico, i pilastri sono i compositori della seconda metà dell’Ottocento, da Berlioz a Mahler, i classici del Novecento così come la musica contemporanea. Particolare successo raggiungono i suoi «Recital scenici», che la vedono protagonista sui palcoscenici di Londra, Monaco, Salisburgo, Basilea, Ginevra, Stoccarda, Lugano, New York (2001), Pechino (2002) e a Roma (2005). Nei programmi della plurilingue cantante, che ha fatto scalpore come ”Sally Bowles” nel musical Cabaret (Praga, Tetro Karlin), si trovano anche gli Evergreen del secolo scorso, dai Songs di George Gershwin e Duke Ellington alle Chansons francesi dell‘epoca.
Registrazione completa della musica vocale da camera di Stravinsky presso la Radio Bavarese; prima esecuzione come mezzosoprano della Terza Sinfonia di Henryk M. Górecki (2004, Teatro Massimo di Palermo, diretta da Donato Renzetti); Luciano Berio, Folk Songs (2009, Lugano, Orchestra da Camera di Lugano)

Quale docente ha insegnato canto alla Hochschule für Musik und Theater München dal 1991 al 2005. Per la chiusura di ogni semestre ha avuto il merito di introdurvi un saggio pubblico, che presentava i suoi allievi in piccole scene “sul palco”. È stata docente responsabile per l’insegnamento in lingua originale del repertorio di musica slava (ceco, polacco, russo) per tutte le classi di canto dell’Accademia.
A partire dal 1998 propone Masterclasses e Seminari di canto e dell’”Arte scenica” allo “Schweizerisches Opernstudio Biel”, alla Scuola Teatro Dimitri, Verscio (Locarno), ai Conservatori di Lugano e Basilea, Milano, Vicenza e Palermo, e al Centro Universale del Bel Canto a Vignola (Modena), creato da Mirella Freni.
Il suo “Centro di canto e dell’Arte di presentarsi” a Figino/Lugano è frequentato da cantanti e strumentisti provenienti dall’Austria, dalla Germania, dall’Italia e dalla Svizzera.

Grazie all’esperienza acquisita nell’attività artistica e pedagogica e basandosi sull’ampia formazione all’ Accademia Janáček delle arti musicali e scenici (Scuola universitaria) di Brno, dove si è laureata in canto e diplomata in psicologia; oltre alle discipline musicali, l’addestramento all’Accademia comprendeva ginnastica/acrobazia, danza, tirare di scherma, judo ecc., corsi di teatro di prosa, di regia, perfezionatasi poi alla Guildhall School of Music and Drama a Londra, Eva Wymola ha sviluppato un proprio metodo dell’ Arte di presentarsi per cantanti e strumentisti, partendo da K.S. Stanislavski ed applicando alcuni concetti di lavoro di Peter Brook, Keith Johnstone ed altri (vedi “L’arte di presentarsi”).

Nel 2014 la televisione della Svizzera Italiana ha prodotto un documentario “Sovrana del Palcoscenico” per illustrare la sua vita, la sua carriera e la sua opera di insegnamento.

www.evawymola.com


Teaching Principles

L’ arte di presentarsi
Training psico-fisico di Eva Wymola
Basato sul metodo di K. S. Stanislavskij,
con idee derivanti dai concetti di lavoro di Peter Brook, Keith Johnstone e.a.

Motto
Per quanto il sottile filo fra aorta, emozione, capacità e conoscenza possa essere resistente – basta un respiro sbagliato e si può rompere. (E.W.)

La Masterclass si indirizza a strumentisti e cantanti: al centro dell’attenzione sta l’interprete con la sua intera personalità sul podio o sul palco, cioè durante l’atto di esecuzione e nella situazione dell’esibizione, a confronto e contatto con il pubblico.

Fratelli dei musicisti nel campo delle arti ricreative sono gli attori. Non si vuole fare del musicista un attore (questo tocca – nel migliore dei casi – ai cantanti sul palco dell’opera lirica). Però ci sono molte analogie tra questi due mondi del lavoro artistico, anche se finora per il mestiere del musicista non sono state prese in considerazione e messe in opera come è stato fatto per l’attore e il suo mestiere.

Il musicista passa gran parte della sua vita con se stesso, da solo, vale a dire, lavorando con il suo strumento o con la sua voce. Il passo dallo spazio privato a quello pubblico deve essere fatto in modo consapevole. Bisognerà comprendere la differenza fra atteggiamento privato e pubblico, senza che si debba nascondere o addirittura sacrificare il „personale“ e il „naturale“. Quando il musicista – strumentista o cantante – si presenta davanti al pubblico diventa interprete (non attore, riservato al teatro musicale). Presentarsi significa: manifestarsi come persona. Non si tratta solo della padronanza dello strumento, di potenza artistica o bravura virtuosistica.

Presentarsi riguarda e richiede tutta la persona. Tanto di questo complessissimo processo psico-fisico lo si può apprendere e formare. Il pubblico si aspetta, oggi più che mai, che anche in questo il musicista mostri professionalità.

Occorre rendersi conto di quanto il processo del suonare sia intimamente legato all’atto della presentazione. La conoscenza delle leggi del presentarsi, la libertà di presentare la propria persona, la considerazione delle condizioni fisiche e psicologiche necessarie, garantiscono effettivamente anche risultati più convincenti al livello tecnico-sonoro ed interpretativo. E, di conseguenza, anche un più intenso ed efficace contatto con gli ascoltatori, con il proprio pubblico.

Per far uscire dal privato il musicista e per scuotere la sua fantasia musicale si sono mostrati stimolanti le possibilità legate al termine entertainment. Sicuramente non è un caso, che nel dibattito sullo sviluppo della forma artistica “concerto” come forma rappresentativa estetico-sociale, il valore dell‘ entertainment all’interno della cosìdetta musica colta venga sempre più riconosciuto. Non ultimo anche rispetto all’ urgente questione di come attirare il pubblico più giovane.

Il lavoro è incentrato sull’individualità dei singoli cantanti o strumentisti. L’intenzione è scoprire e formare la singola “esistenza sul palcoscenico, o sul podio”. Fondamentali saranno, da una parte la percezione delle proprie possibilità e capacità e, dall’altra, l’esperienza dolorosa e la necessaria accettazione dei propri limiti e delle proprie imperfezioni (difetti fisico-estetici, costituzione psicologica, temperamento, capacità intellettuali ecc.). Questi processi sono ovviamente legati alla ricerca dell’equilibrio.

COME SI SVOLGONO LE LEZIONI

Alla base del lavoro c’è il training fisico e mentale: isometria, ginnastica, danza, educazione della voce e di dizione, addestramento della flessibilità mentale e delle tecniche di memoria.
Il lavoro parte con il dialogo fra la coscienza e il proprio corpo. Ne fanno parte la conoscenza e il coinvolgimento di particolari gruppi della muscolatura, che sulla base di un training mirato e applicato nel giusto momento determinano quasi automaticamente le corrispondenti reazioni psico-fisiche.

Argomenti da elaborare: elasticità fisica; consapevolezza dei processi psico-fisici; controllo del linguaggio del corpo; dominio della gestualità musicale.

Alcuni temi che saranno affrontati: Chi sono? (auto-osservazione) – Come riesco a valutare correttamente il mio impatto verso l’esterno? – Come gestisco il contatto con il pubblico?- Come usare la fantasia per catturare il pubblico? – Come ottenere l’impressione della spontaneità? – Come trasformare la febbre da palcoscenico in energia positiva? – Si può imparare il carisma?

Nel corso del lavoro tutti gli elementi dell’esibizione in concerto vengono analizzati e provati nei dettagli: dall’ingresso sul podio all’uscita dalla scena, dall’entrata muta fino al colloquio con il pubblico.

Obiettivo del lavoro è ottenere quelle capacità che possano garantire una presentazione professionale. Il risultato consiste nel sentirsi sicuri e a casa sul palcoscenico o sul podio.

Naturalmente lo scopo di questo non è di creare scene di teatro autosufficienti, o di trasformare i musicisti in attori. Tutto quanto è solo un percorso di perfezionamento per i musicisti che desiderano imparare ed esercitare la necessaria coordinazione in un campo inconsueto, cioè al di fuori del lavoro concentrato esclusivamente sullo strumento o la voce.

Il musicista spesso è tentato dalla possibilità di nascondersi dietro il suo strumento. Occorre fare un percorso perchè possa presentare ogni lato della sua persona: cioè con la sua personalità e il suo carattere peculiare, mettendosi in gioco totalmente. In questo modo potrà rendersi conto dell’effetto della sua persona al di là dell’esecuzione musicale e capire se è in grado di affascinare il suo pubblico.

Con questi esercizi si ottiene anche di risvegliare e liberare la fantasia. Quella stessa fantasia creativa che serve poi per essere più liberi nel suonare e nell’interpretare.
Si insiste molto anche sull’estetica del proprio fisico del proprio corpo. Prendiamo come esempio il modo di camminare: quello che potrebbe essere simpatico e accettabile nella vita privata, forse non lo è per niente sul palco/podio.

Tramite questo corso si apprendono tutte le leggi specifiche del palco, si apprende come tenere sotto controllo e valutare ogni aspetto anche dal punto di vista del pubblico.